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La parte mistica di Nikola Tesla: “Siamo connessi da linee invisibili”

Maggio 8, 2017

di Nikola Tesla, tratto dal libro “Le mie invenzioni. L’autobiografia di un genio

La maggior parte degli esseri umani non è mai consapevole di cosa stia succedendo intorno e dentro di sé, e sono in milioni a cadere vittime di malattie e a morire prematuramente solo per questo. Le più comuni circostanze quotidiane appaiono misteriose e inspiegabili alle persone. Potrebbe capitare loro di sentire un’improvvisa ondata di tristezza e setacciare il cervello in cerca di una spiegazione quando invece
sarebbe plausibile rintracciare la causa in una nuvola che blocca i raggi del sole.

Potrebbero figurarsi un caro amico in circostanze che considerano incredibilmente particolareggiate, quando solo poco prima lo hanno incrociato per strada o ne hanno visto una fotografia da qualche parte. Se perdono un bottone del colletto si lagnano e imprecano per un’ora, senza essere capaci di ripercorrere le azioni a ritroso e localizzare l’oggetto all’istante. La carenza di osservazione non è altro che una forma di ignoranza ed è responsabile del prevalere di diverse tendenze patologiche e idee insensate.

Non ci sarà più di una persona su dieci che non crede alla telepatia e alle altre manifestazioni psichiche, come lo spiritismo e la comunicazione con l’aldilà, e che rifiuterebbe di dare ascolto, volente o nolente, agli imbroglioni. Solo per mostrare quanto sia diventata profondamente radicata questa tendenza perfino tra gli americani lucidi di mente, potrei citare un simpatico episodio. Poco prima della guerra, quando la presentazione delle mie turbine in questa città provocò un proliferare di commenti sui giornali di tecnologia, mi aspettavo che tra gli industriali ci sarebbe stata una contesa per aggiudicarsi l’invenzione, e io avevo puntato, in particolare, su quel tipo di Detroit che
aveva una straordinaria capacità nell’accumulare milioni. Ero così convinto che un giorno si sarebbe fatto vivo che al mio collaboratore e agli altri assistenti lo diedi per certo. Come previsto, una bella mattina si presentò un gruppo di ingegneri della Ford Motor Company con la richiesta di discutere con me su un importante progetto. «Che vi avevo detto?» osservai trionfante con i miei dipendenti, e uno di
loro mi disse: «Lei è incredibile, signor Tesla; avviene esattamente tutto ciò che predice». Non appena questi risoluti signori si sedettero, naturalmente iniziai subito a decantare i magnifici aspetti della mia turbina, finché il portavoce mi interruppe e disse: «Sì, sappiamo tutto, ma siamo qui per uno scopo ben preciso. Abbiamo creato una società di psicologia per indagare sui fenomeni psichici e vogliamo che lei si unisca a noi in questo progetto». Penso che quegli ingegneri non abbiano mai saputo quanto sono andati vicino all’essere cacciati via dal mio ufficio.

Da quando alcuni tra i migliori uomini dell’epoca, luminari della scienza dai nomi immortali, mi dissero che sono dotato di una mente fuori dal comune, ho completamente rivolto le mie facoltà mentali alla risoluzione di problemi fondamentali, incurante del sacrificio. Per diversi anni ho cercato di trovare risposta al mistero della morte, e ho atteso ansiosamente qualsiasi tipo di indicazione spirituale. Ma in tutta la mia vita solo una volta ho vissuto un’esperienza che per un momento mi ha turbato come se fosse qualcosa di soprannaturale.
Accadde alla morte mia madre. Ero stremato dal dolore e dalla lunga veglia, e una notte dovetti recarmi in un edificio a circa due isolati da casa. Mentre ero lì inerme, pensai che se mia madre fosse morta quando non le ero affianco, mi avrebbe sicuramente mandato un segno. Due o tre mesi prima mi trovavo a Londra in compagnia di un mio compianto amico, Sir William Crookes, quando si cominciò a discutere di spiritismo, e io fui totalmente coinvolto da quelle riflessioni. Potrei non aver prestato attenzione agli altri, ma fui sensibile alle argomentazioni del mio amico visto che fu il suo lavoro epocale sulla materia radiante, che avevo letto da studente, che mi fece intraprendere una carriera imperniata sui fenomeni dell’elettricità.

La notte in cui dovetti allontanarmi da mia madre, pensai che le condizioni per uno sguardo verso l’ignoto erano davvero molto favorevoli, poiché mia madre era una donna geniale e particolarmente intuiva. Per tutta la notte ogni fibra del mio cervello era in tensione per l’attesa, ma non successe nulla fino alla mattina presto, quando mi addormentai, o forse svenni, e vidi una nuvola che sosteneva delle figure angeliche di straordinaria bellezza: una di queste mi guardò amorevolmente e a poco a poco assunse le sembianze di mia madre. L’apparizione fluttuò lentamente nella stanza e poi svanì, e io fui risvegliato da una melodia a più voci di una dolcezza indescrivibile. In quel preciso istante mi assalì una certezza che non è possibile esprimere a parole e che mi rivelava che mia madre era appena morta. Ed era vero. Non fui in grado di cogliere il terribile peso della dolorosa consapevolezza cui giunsi in anticipo, così scrissi una lettera a Sir William Crookes mentre mi trovavo ancora sotto l’effetto di quelle sensazioni e in deboli condizioni fisiche.

Quando mi ripresi cercai a lungo la causa esterna di questa strana rivelazione e, con mio grande sollievo, dopo diversi mesi di vani sforzi vi riuscii. Avevo visto il quadro di un famoso pittore che doveva avermi decisamente colpito e che rappresentava allegoricamente una delle quattro stagioni ritraendo una nuvola con un gruppo di angeli che in effetti parevano fluttuare nell’aria. Era proprio ciò che mi apparve in sogno, a parte la somiglianza con mia madre. La musica proveniva invece dal coro della chiesa vicina durante la messa della mattina di Pasqua, il che spiegava tutto in modo soddisfacente e in conformità con i dettami scientifici.

Non sono riuscito a ottenere alcuna evidenza a supporto della disputa tra psicologi e spiritisti, ma ho dimostrato, con mia grande soddisfazione, l’automatismo della vita, sulla base non soltanto di ripetute osservazioni sulle azioni dell’uomo, ma anche, in modo più definitivo, di fondate generalizzazioni. Queste ultime fanno capo a un’invenzione che considero il livello più alto della società umana e sulla
quale mi soffermerò brevemente. Ho avuto il primo sentore di questa verità sorprendente quando ero ancora molto giovane, ma per diversi anni ho interpretato quello che notavo solo come una coincidenza. In pratica, ogni volta che o io o una persona a cui ero legato, o una causa a cui mi dedicavo, venivamo attaccati in una qualche maniera che potrebbe generalmente essere meglio identificata come la più ingiusta immaginabile, sentivo un dolore singolare e indefinibile che, in mancanza di un termine migliore, ho qualificato come «cosmico»; di lì a poco, immancabilmente, coloro che ne erano stati la causa, finivano male. Dopo una serie di casi del genere mi confidai con un gruppo di amici che ebbero l’opportunità di convincersi della veridicità della teoria che gradualmente concepii e che potrei enunciare in questo modo:

I nostri corpi hanno tutti una struttura simile e sono soggetti agli stessi influssi esterni. È ciò che emerge dalla somiglianza
delle loro reazioni e dalla concordanza delle attività generali su cui si basano tutte le nostre leggi, regole sociali o di altro genere. Siamo automi totalmente controllati dalle forze dell’etere, sballottati come tappi di sughero sulla superficie dell’acqua, e confondiamo il libero arbitrio con la risultante degli impulsi esterni. I movimenti e le altre azioni che compiamo sono sempre in funzione della conservazione della vita e, per quanto sembriamo abbastanza indipendenti gli uni dagli altri, siamo connessi da linee invisibili.

Finché l’organismo è in perfetto stato risponde correttamente alle sollecitazioni, ma dal momento che in un individuo qualsiasi sopraggiunge qualche complicanza, la sua forza auto-conservativa è compromessa. Ognuno comprende, naturalmente, che se si diventa sordi, si indebolisce la vista, o se ci si pregiudica gli arti, le speranze di vita si riducono. Ma questo vale anche, e forse ancora di più, per certi difetti cerebrali che privano in qualche modo l’automa di quella qualità vitale e che quindi lo trascinano alla distruzione. Un individuo molto sensibile e attento, con il suo meccanismo altamente sviluppato in perfetto stato e che quindi agisce in modo corretto quando risponde alle mutevoli condizioni ambientali, è dotato di un senso meccanico superiore, che lo rende capace di evitare pericoli troppo impercettibili per essere individuati facilmente. Quando entra in contatto con altri esseri i cui organi di controllo sono decisamente compromessi, quel senso si attiva e l’individuo avverte il dolore «cosmico». Tale verità è stata confermata in centinaia di esempi e invito altri studiosi della natura a rivolgere l’attenzione all’argomento, essendo convinto che con un impegno combinato e sistematico verranno raggiunti risultati di incalcolabile valore per il mondo.

Nikola Tesla, tratto dal libro “Le mie invenzioni. L’autobiografia di un genio

Fonte: https://www.dionidream.com/autobiografia-nikola-tesla-mistico/

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L’importanza del cuore

Maggio 8, 2017

Il cuore è un organo che si muove in continuazione: si muove perché supporta la vita.
È la vita stessa. È in continuo movimento perché VUOLE vivere qualsiasi esperienza, anche le più dolorose. Dal suo movimento possiamo imparare il segreto della vita: è scientificamente provato che il cuore ha una volontà sua, non dominata dalla mente. È l’unico organo del corpo ad avere un secondo “cervello” fisico.

Il cuore batte per sua scelta, non per merito nostro. Anche se volessimo fermarlo, con la volontà non ci riusciremmo. Lui non ci ha dato questa possibilità, e si è rivelata una scelta molto saggia: lui sapeva che a volte perdiamo la speranza nella vita e che la sfiducia e la disperazione possono prevalere e sovrastarci. Sapeva che nei momenti di sofferenza avremmo voluto scomparire pur di non sentire il dolore e lo avremmo annullato.

Il cuore sente tutto di noi e della vita intorno a noi, è sensibile e in comunione con l’universo e noi pur di dimenticare quel dolore terribile, vorremmo spegnerlo… quanti guai se solo la scelta fosse nostra! Se per battere il cuore avesse bisogno della nostra collaborazione, saremmo già morti tante volte. Quando il dolore è insopportabile noi vorremmo abbandonare tutto di noi… ma non possiamo abbandonare il cuore, perché è lui che non abbandona mai noi. Perché lui batte da solo.

Lui ci supporta. Anche senza la nostra collaborazione.

Allora troviamo altri modi: lo chiudiamo in un angolino, in modo da non sentirlo, oppure quando parla gli urliamo contro: “ NON TI CREDO!” , perché pensiamo che soffriremmo di meno senza di lui. Ma lui, anche se abbandonato e chiuso con la forza, continua imperterrito a battere, senza chiederci di nuovo il permesso. Basta guardarlo un attimo per riconoscere che lui è il fulcro, la SORGENTE PRIMARIA e il motore della nostra vita.

Organicamente e simbolicamente è lui che ci genera e ci rigenera, attimo dopo attimo. Quando lo guardiamo, tutto ammaccato perché è stato dimenticato, e noi ci chiediamo stupiti come mai batte ancora, come mai non si è fermato neanche un po’, dopo averlo chiuso in un ripostiglio buio lontano da noi, additandolo come la causa di ogni male, lui ci risponde che rifiutando lui, anche in minima parte e anche solo per un momento, rifiutiamo la vita stessa.

Grazie a Morena Masciullo

Fonte: http://www.visionealchemica.com/il-cuore-nostra-sorgente-primaria/

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Ottieni quello su cui ti concentri (nel bene e nel male) – I principi esoterici degli sciamani Huna

Maggio 8, 2017

 Ogni essere umano nasce in un mondo precostituito da cui riceve immediatamente le istruzioni per l’uso, ovvero insegnamenti su come è la realtà e come ci si deve muovere in essa.

Gli sciamani Huna delle Hawaii parlano di sette Principi Fondamentali capaci di risvegliare in ognuno la profonda conoscenza intorno ai misteri dell’esistere. Sette viene tradotto in hawaiano con la parola HIKU:
HI, che significa “scorrere”, rappresenta il principio femminile e KU, che significa “stare immobile”, rappresenta il principio maschile.
Gli Sciamani Hawaiani si rivolgono alla malattia considerandola sotto il profilo puramente mentale. Ogni tipo di malattia, dall’influenza all’insufficienza cardiaca, deriva da un conflitto interiore e dal conseguente stress che si crea nel corpo per la resistenza a tale conflitto. Ecco i 7 principi.

PRIMO PRINCIPIO. IKE: IL MONDO E’ COME PENSI CHE SIA

L’idea fondamentale della filosofia Huna è che ciascuno di noi, ovvero i nostri 3 sé:
  •   il subconscio – KU,
  •   il sé cosciente – LONO
  • e il supercosciente o Sé superiore – AUMAKUA)…
crea la propria personale esperienza della realtà, attraverso le proprie convinzioni e interpretazioni, azioni abituali e reazioni, aspettative, paure, desideri, pensieri e sensazioni. Noi siamo creatori, o meglio CO-CREATORI, del mondo e Huna insegna a creare in modo consapevole.
Più in generale, questo principio dice che abbiamo una forte capacità di dare noi un senso alle cose. Se qui noi pensiamo di star perdendo tempo, questo è un sistema di credenza e magari stiamo realmente perdendo tempo, se pensiamo così. Se invece siamo convinti, che stiamo facendo qualcosa di buono a noi o agli altri, il sistema di credenze è diverso e allora noi stiamo facendo davvero qualcosa di buono ed è questo che porteremo a casa. La responsabilità è nostra. Siamo noi a decidere. Sono io che porto la mia visione del mondo nella situazione in cui mi trovo. Sono io che do il nome, il valore alle cose.

SECONDO PRINCIPIO. KALA: TUTTO E’ POSSIBILE, NON ESISTONO LIMITI

 Non ci sono veri confini tra noi e il nostro corpo, tra noi e le altre persone, noi e il mondo, noi e Dio.
Nell’Huna Dio e l’Universo (cioè tutto ciò che è, era o sarà) sono la stessa cosa. Le classificazioni, i sistemi, le etichette sono nostre invenzioni, possono cambiare, mentre in realtà dietro ad ogni sistema esiste un’unità essenziale, la fonte della vita, “il grande mistero”.
Huna significa segreto, ma noi conosciamo il segreto. Entrambe le sillabe di Huna trasmettono anche il significato di unione con tale mistero, che è quindi possibile oltre che desiderabile. Qualsiasi divisione, separazione è puramente funzionale, convenzionale, un’illusione di convenienza. Allo stesso modo non ci sono limiti, per esempio, per le connessioni che possiamo avere. Possiamo entrare in contatto con più cose, nel tempo, nello spazio. Basta essere aperti, accettarne l’esistenza, diventarne coscienti.
Un altro significato di questo principio è che esiste un potenziale illimitato alla nostra creatività. Possiamo creare qualsiasi cosa siamo in grado di concepire. Possiamo cambiare tutto e in qualsiasi momento lo vogliamo, perché il mondo è come noi lo vediamo. Huna è basato sull’uso molto creativo delle nostre facoltà, sulla manipolazione creativa dei nostri pensieri, comportamenti, credenze. I limiti sono quelli noi poniamo. Si tratta pian piano di allargare il cerchio della propria esistenza, di allontanare i limiti, i paletti di quello che accettiamo.

TERZO PRINCIPIO. MAKIA: L’ENERGIA VA DOVE SI DIRIGE L’ATTENZIONE

Cerchiamo di essere sempre consapevoli a cosa pensiamo, facciamo, in che stato d’animo siamo, come viviamo, perché quella è la direzione dell’Energia che noi diamo. Imparando ad accrescere e a direzionare il mana, il flusso dell’energia, (con parole, immagini, volontà, entusiasmo, eccitazione…) accresciamo anche il nostro potere, la nostra capacità di manifestare nella realtà quello che desideriamo e di cui abbiamo bisogno.
Creiamo un seme, focalizziamo l’energia su di esso finché non si manifesta nella realtà. Ottieni quello su cui ti concentri (nel bene e nel male). Il metodo più diretto per aumentare e migliorare il Mana è la trasformazione degli atteggiamenti negativi in positivi. Si è consapevoli e si accetta amorevolmente pensieri o sentimenti negativi quando si presentano, ma li si modifica consapevolmente nel loro opposto.
Volendo semplificare il processo di manifestazione: la mente cosciente concentra l’attemnzione su qualcosa, la mente subconscia tratta l’oggetto dell’attenzione come un fatto reale e ne registra la memoria/ lo sostiene come una credenza, la mente supercosciente usa poi questo come uno schema o modello in base a cui creare un’esperienza fisica equivalente e renderlo parte integrante della nostra vita. Se non ci sono conflitti tra convinzioni e dubbi, il semplice concentrare l’attenzione mette in atto il supercosciente (v. sincronicità). Più l’attenzione è pura, più i risultati saranno chiari. L’attenzione cosciente è questione di scelta, mentre l’attenzione subcosciente è questione di abitudini apprese. Colmando la mente di pensieri elevati/spirituali oltre che positivi, convoglia una visione diversa del mondo e della vita, un atteggiamento di fiducia amorevole nei confronti del subconscio, del Sé superiore, del corpo, dell’universo rendendo possibile trascendere più facilmente dubbi, paure senza doverli combattere, per raggiungere i propri scopi più facilmente.

QUARTO PRINCIPIO. MANAWA: ADESSO E’ IL MOMENTO DEL POTERE

Dal presente si può cambiare passato e futuro. Abbiamo nel qui e ora il potere di cambiare le convinzioni limitanti legate magari ad esperienze del passato e piantare coscientemente i semi di un futuro di nostra scelta.
L’unica cosa frenante è essere in dubbio, non agire, indugiare. L’importante è fare qualcosa, agire senza paure, stando attenti però a quello che facciamo, essendo consapevoli. Huna è efficace. Attenzione a quello che chiediamo, potremmo ottenerlo. È quando siamo concentrati nel momento presente che diventiamo più efficienti in quello che facciamo, perché il Mana esiste soltanto nel momento della consapevolezza.

QUINTO PRINCIPIO. ALOHA: AMARE E’ ESSERE FELICI INSIEME

Il più profondo significato di aloha è “la gioiosa (oha) condivisione (alo) dell’Energia Vitale (ha) nel momento presente (alo)”.
Si tratta di ascoltare il proprio sentire, andare nella direzione del cuore, fluire con le cose, lasciarsi andare, camminare in bellezza.
È importante valutare quello che stiamo facendo, se mi porta felicità o meno. Se mi dà benessere, libertà, amore, va bene, lo sviluppiamo, andiamo nella direzione del cuore… Se non me lo porta, è bene prendere un’altra direzione.
Bisogna essere fluidi, imparare a cavalcare l’onda, seguire i movimenti delle cose come l’acqua. Se mi sto muovendo con gioia, danzando, cantando, celebrando, allora la via è quella giusta, non sto sbagliando direzione. E l’Universo lo conferma manifestando eventi positivi. Come dentro così fuori…

SESTO PRINCIPIO. MANA: TUTTO IL POTERE VIENE DA DENTRO

Il nome dato in origine a Huna era ho-omana, che significa creare mana, energia, forza vitale. Quando sappiamo come creare Mana, sappiamo come accrescere i nostri potenziali nascosti.
Tutto il potere viene da dentro. Non esiste un vero potere al di fuori di noi, perché il potere dell’Universo agisce attraverso di noi nella nostra vita. Noi siamo il canale attivo di questo potere e le nostre scelte e decisioni lo dirigono.
Nessun’altra persona può avere potere su di noi o sul nostro destino, a meno che noi non glielo permettiamo. Spesso usciamo dal nostro potere, cercando appigli fuori. Crediamo al potere di un maestro per esempio. Speriamo che qualcuno versi dentro di noi quello che in realtà c’è già. In realtà dobbiamo solo renderci conto che c’è già.

SETTIMO PRINCIPIO. PONO: L’EFFICACIA E’ LA MISURA DELLA VERITA’

Non esiste una verità assoluta, ma c’è una verità effettiva a ciascun livello di coscienza individuale.
Huna è un sistema molto pratico. Qualsiasi sistema di conoscenza viene considerato conveniente piuttosto che reale. C’è sempre più di un modo di fare qualcosa. Una differente organizzazione della stessa conoscenza potrebbe risultare altrettanto valida per altri scopi. In altre parole, tutti i sistemi sono arbitrari.
Siamo liberi di usare quello che per noi funziona meglio, stando attenti ovviamente a non fare niente che sia in contraddizione con il rispetto degli altri.
“La definizione di crescita personale secondo l’Huna è ‘accrescere la consapevolezza, le capacità e la felicità’ e si applica a tutte le forme di consapevolezza, dagli atomi alle galassie, che si tratti di forme animali, vegetali o minerali. Negli esseri umani la spinta verso la crescita è localizzata nel Ku (Il subconscio).”
Serge Kahili King, Sciamano Huna
Fonte : dionidream.com
Spiritual

Aiutate ogni infelice ogni volta che potete, ma non nutrite mai un debole per queste persone

Maggio 3, 2017

Philippus Aureolus Theophrastu Bombastus von Hohenheim, detto Paracelso ( cioè “meglio di Celso”), nato a Einsiedeln, in Svizzera, nel 1493 e morto a Salisburgo nel 1541, è stato un medico, alchimista e astrologo.  Il suo è quasi certamente una parziale latinizzazione di Hohenheim, ma si è anche creduto potesse alludere al medico latino Celso del I sec d.C.. Paracelso è una delle figure più rappresentative del Rinascimento, intraprese lunghi viaggi in Europa spingendosi fino all’India e alla Cina, studiando le malattie più frequenti fra il popolo, e fondando un nuovo sistema terapeutico sulla base delle sue cognizioni e osservazioni cliniche e chimiche, conquistandosi l’amicizia di medici e malati, ma anche sollevando grandi contese.

E’ stato professore all’università di Basilea, e non aveva nessun problema a mettersi contro tutti gli altri insegnanti, ciò è dimostrato anche dal fatto che rifiutò l’insegnamento tradizionale della medicina, e diede vita a una nuova disciplina, chiamata iatrochimica, basata sulla cura delle malattia utilizzando sostanze minerali. Cura moltissimi pazienti dati per spacciati dai colleghi accademici e la sua fama lo precede in tutte le corti reali che richiedono i suoi consulti.

Paracelso si discosta dalle pratiche dei suoi contemporanei per agire in maniera diretta non solo sul corpo fisico del malato, ma su quella regione interiore dove il morbo ha origine. La base di una patologia è quindi da ricercarsi nello squilibrio tra l’interiorità dell’uomo e l’insieme naturale che lo contiene e che produce da sé gli elementi essenziali alla cura. La malattia nasce da un accumulo di impurità nell’organismo, è necessario quindi operare per separare queste scorie dalla materia pura.

Secondo questo singolare personaggio, i migliori insegnamenti per un medico non provenivano dal passato, ma dall’esperienza.

Il corpo, per sua costituzione, è sano e perfetto, e ciò che lo rende malato è l’insorgenza di disarmonie che possono provenire da:

  • Condizioni climatiche
  • Infezioni
  • Tossine
  • Condizioni genetiche ereditarie
  • Influssi spirituali
  • Volontà divina

La malattia è qualcosa di invisibile che è possibile comprendere attraverso l’esame del visibile ovvero i sintomi. Individuata la causa è necessario ricercarne il corrispettivo nella natura, come principio curativo.

La medicina di Paracelso pone l’uomo vivo e in salute al centro; egli dava molta importanza all’osservare i pazienti ed era capace di immedesimarsi nei suoi disturbi. La sua opera ebbe una vasta diffusione e un’azione profonda sull’evoluzione del pensiero medico particolarmente in Germania.

Riguardo la sua morte sono stati sollevati molti dubbi. Secondo alcuni contemporanei sarebbe stato aggredito, al termine di una cena, da alcuni sicari al soldo di medici rivali e gettato da una rupe. S. Th. Von Soemmering, un medico tedesco, nel 1772 ne esaminò il cranio in seguito all’esumazione, notando un’evidente frattura lungo l’osso temporale, compatibile con una simile ipotesi. La massoneria e i rosacrociani useranno i suoi insegnamenti e la sua simbologia.

Le regole di Paracelso

  1. Migliorare la propria salute.

Respirare profondamente e ritmicamente il più spesso possibile, riempiendo bene i polmoni, all’aperto o davanti a una finestra aperta. Bere circa due litri d’acqua al giorno, a piccoli sorsi, mangiare molta frutta, masticare i cibi lentamente, evitare alcool, tabacco e medicinali, a meno che non ci siano motivi gravi per cui siate sottoposti a trattamento medico. Fare il bagno quotidianamente, abitudine che fa bene alla propria dignità.

  1. Bandire dalla mente tutti i pensieri negativi, di rabbia, rancore, odio, noia, tristezza, povertà e vendetta.

Evitate come la peste di avere a che fare con persone maledicenti, viziose, vili, pigre, pettegole, volgari o vanitose  o persone che hanno come unica base dei loro discorsi od occupazione argomenti sensuali. Osservare questa regola è molto importante: si tratta di cambiare la trama spirituale della vostra anima. E’ l’unico modo per cambiare il vostro destino, perché il caso non esiste, esso dipende dalle nostre azioni e dai nostri pensieri.

  1. Fare tutto il bene possibile.

Aiutate ogni infelice ogni volta che potete, ma non nutrite mai un debole per queste persone. Dovete tenere sotto controllo le vostre emozioni e fuggire da ogni forma di sentimentalismo.

  1. Dimenticare ogni offesa.

Sforzatevi di pensare bene del vostro più grande nemico. La vostra anima è un tempio che non dovrebbe mai essere profanato dall’odio. Tutti i grandi uomini si sono lasciati guidare da quella Voce Interiore, ma questa non vi parlerà immediatamente, dovete prepararvi per un certo periodo di tempo, distruggendo le vecchie abitudini i pensieri e gli errori che pesano sul vostro spirito, che nella sua essenza è perfetto e divino, ma è impotente di fronte all’imperfezione del  veicolo che gli si offre oggi per manifestarsi, la debole carne.

  1. Raccogliersi ogni giorno in meditazione.

Recatevi ogni giorno in un luogo dove nessuno possa disturbarvi, anche solo per mezz’ora, seduti il più comodamente possibile, con gli occhi socchiusi e non pensare a niente. Questo rafforza il cervello e lo Spirito e vi metterà in contatto con influenze benefiche. E’ in questo stato di meditazione che spesso arrivano le idee più brillanti, che a volte possono cambiare un’intera esistenza. Con il tempo tutti i problemi saranno risolti da una Voce Interiore che vi guiderà in questi momenti di silenzio, mentre siete da soli con la vostra coscienza.

  1. Mantenere un silenzio assoluto sulle vicende personali.

Non riferite agli altri, neanche alle persone più intime, tutto quello che pensate, ascoltate, imparare, conoscete, sospettate o scoprite; si dovrebbe essere come una casa murata o un giardino recintato. E’ una regola molto importante.

  1. Non temete gli uomini e non abbiate paura del domani.

Se manterrete il vostro cuore forte e puro, ogni cosa andrà bene. Non pensate mai di essere soli o deboli, perché dietro di voi ci sono potenti eserciti che non potreste concepire nemmeno nei sogni. Se elevate lo spirito, nessun male potrà toccarvi. Il solo nemico che dovete temere siete voi stessi. La paura e la sfiducia nel futuro sono le madri di tutti i fallimenti e attraggono le cattive influenze e con esse il disastro.

Se studiate con attenzione le persone fortunate, vedrete che esse osservano gran parte delle regole sopra enunciate.

Le persone facoltose non sono propriamente del tutto delle brave persone, poiché non sono rette, ma possiedono molte delle virtù menzionate sopra. Del resto la ricchezza può essere uno dei fattori che conduce alla felicità, poiché ci dà il potere di compiere grandi e nobili opere, ma non  è una vera e propria benedizione. Quest’ultima si raggiunge solo attraverso percorsi diversi, dove non domina l’Egoismo.

Conclusione.

Non lamentatevi, dominate i vostri sensi, ripudiate l’umiltà e la vanità. L’umiltà vi toglie le forze, la vanità è dannosa tanto quanto un “peccato mortale contro lo Spirito Santo.”

“Non essere schiavo di un altro se puoi essere tu il tuo padrone.”
Paracelso

Fonte: https://www.dionidream.com/paracelso/

Spiritual

Il compito della donna è insegnare ad amare all’uomo

Aprile 20, 2017

“Quando desidero qualcosa lo chiedo a me”. Nonna Margherita, guaritrice e guardiana della tradizione maya, è cresciuta con la sua bisnonna, che era guaritrice e faceva miracoli. Pratica e conosce i circoli di danza del sole, della terra, della luna, e la ricerca della visione. Appartiene al consiglio degli anziani indigeni e si dedica a seminare salute e conoscenza in cambio della gioia che le produce il farlo, perché per mantenersi continua a coltivare la terra. Quando viaggia in aereo e le assistenti di volo le danno un nuovo bicchiere di plastica, lei si afferra al primo: “No, ragazza, questo va a finire alla Madre Terra.” Sprizza saggezza e potere, é qualcosa che si percepisce nitidamente. I suoi rituali, come gridare alla terra il nome del neonato, affinché riconosca e protegga il suo frutto, sono esplosioni di energia che fanno bene a chi é presente; e quando ti guarda negli occhi e ti dice che siamo sacri, si muove qualcosa di profondo. Lei ci dice:

Abuela Margarita: Ho 71 anni. Sono nata in campagna, nello stato di Jalisco, Messico, e vivo in montagna. Sono vedova, ho due figlie e due nipoti da parte delle mie figlie, però ne ho a migliaia con cui ho potuto imparare l’amore senza attaccamento. La nostra origine sono la madre Terra e il padre Sole. Sono venuta sulla terra per ricordare a voi ciò che c’è dentro ciascuno.

Giornalista:  Dove andiamo dopo questa vita?

A. M.: Oh, figlia mia, a divertirci. La morte non esiste. La morte è semplicemente lasciare il corpo fisico, se vuoi.

G.: Come se vuoi…?

A.M.: Te lo puoi portare via. Mia bisnonna era chichimeca (NdT: popolazioni seminomadi dell’America centro-sud, termine peggiorativo un po’ come i nostri zingari), sono cresciuta con lei fino ai 14 anni, era una donna prodigiosa, una guaritrice, magica, miracolosa. Ho imparato molto da lei.

G.: Ormai si nota che lei è una saggia, Nonna.

A.M.: Il potere del cosmo, della terra e del grande spirito è lì per tutti, basta prenderlo. Noi guaritori valorizziamo e amiamo molto i 4 elementi ( fuoco, acqua, aria, terra), li chiamiamo nonni. Una volta ero in Spagna, accudivo a un fuoco e ci siamo messi a chiacchierare.

G.: Con chi?

A.M.: Con il fuoco. “Io sono in te,” mi disse. “Lo so già,” risposi. “Quando decidi di morire ritornerai allo spirito, perché non ti porti il corpo?” disse. “Come faccio?” domandai.

G.: Interessante conversazione.

A.M.: “Tutto il tuo corpo è pieno di fuoco e anche di spirito – mi disse, – occupiamo il cento per cento dentro di te. L’aria sono i tuoi modi di pensare e ascendono se sei leggero. Di acqua abbiamo più dell’80% e sono i sentimenti ed evaporano. E terra siamo meno del 20%, cosa ti costa portarti via questo?” – – E perché vuoi il corpo? – – Ovvio, per godermela, perché mantieni i 5 sensi e ormai non soffri di attaccamenti. Adesso sono qui con noi gli spiriti di mio marito e di mia figlia. – – Ciao. – – Il morto più recente della mia famiglia è mio suocero, che se ne é andato a più di 90 anni. Tre mesi prima di morire decise il giorno. “Se me ne dimentico – ci disse – ricordatemelo “. Arrivò il giorno e glielo ricordammo. Si lavò, si mise vestiti nuovi e ci disse: “Ora me ne vado a riposare”. Si buttò sul letto e morì. Lo stesso vi posso raccontare di mia bisnonna, dei miei genitori, delle mie zie.

G.: E lei, nonna, come vuole morire?

A.M.: Come il mio maestro Martinez Paredes, un maya poderoso. Andò in montagna: “Al tramonto venite a prendere il mio corpo”. Lo si udì cantare tutto il giorno e quando andarono a cercarlo, la terra era piena di orme. Così voglio morire io, danzando e cantando. Sapete cosa ha fatto mio padre?

G.: Cosa ha fatto?

A.M.: Una settimana prima di morire andò a raccogliere i suoi passi. Percorse i luoghi che amava e visitò la gente che amava e si prese il lusso di salutare. La morte non è morte, è la paura che abbiamo del cambiamento. Mia figlia mi sta dicendo: “Parla di me” e perciò vi parlerò di lei.

G.: Anche sua figlia decise di morire?

A.M.: Sì. C’è molta gioventù che non può realizzarsi, e nessuno desidera vivere senza senso. – –

G.: Cosa vale la pena?

A.M.: Quando guardi gli occhi e lasci entrare l’altro in te e tu entri nell’altro e diventate uno. Questa relazione di amore è per sempre, lì non c’è noia. Dobbiamo capire che siamo esseri sacri, che la Terra è nostra madre e il Sole nostro padre. Fino a pochissimo tempo fa gli Huicholes (NdT: detti anche Wirrarika o Wixarika o Huichol, sono nativi americani della Sierra Madre Occidentale del Messico, adorano il cactus allucinogeno peyote) non accettavano contratti di proprietà della terra. “Come sarei proprietario della madre Terra?” dicevano.

G.: Qui la terra si sfrutta, non si venera.

A.M.: La felicità è tanto semplice! Consiste nel rispettare ciò che siamo, e siamo terra, cosmo e grande spirito. E quando parliamo della madre terra, parliamo anche della donna che deve occupare il suo posto di educatrice.

G.: Qual’è la missione della donna?

A.M.: Insegnare all’uomo ad amare. Quando avranno imparato, avranno un’altra maniera di comportarsi con la donna e con la madre terra. Dobbiamo vedere il nostro corpo come sacro e sapere che il sesso è un atto sacro, quello è il modo per renderlo dolce e ci riempie di senso. La vita arriva per mezzo di questo atto d’amore. Se banalizzi questo, cosa ti resta? Restituire il potere sacro alla sessualità cambia la nostra attitudine verso la vita. Quando la mente si unisce al cuore tutto è possibile. Voglio dire qualcosa a tutto il mondo… Che possono usare il potere del Grande Spirito nel momento in cui lo vogliano. Quando capisci chi sei, i tuoi pensieri diventano realtà. Io, quando ho bisogno di qualcosa, lo chiedo a me stessa. E funziona.

G.: Ci sono molti credenti che pregano Dio, e Dio non concede.

A.M.: Perché una cosa è chiedere l’elemosina e un’altra ordinare a se stessi, sapere cos’è ciò di cui hai bisogno. Molti credenti son diventati dipendenti, e lo spirito è totalmente libero; di questo bisogna convincersi. Ci hanno insegnato ad adorare immagini invece di adorare noi stessi e adorarci tra di noi.

G.: Senza sentirsi imbarazzati.

A.M.: Dobbiamo utilizzare la nostra ombra, essere più leggeri, affinare le capacità, capire. Allora è facile curare, esser telepatici e comunicare con gli altri, le piante, gli animali. Se decidi di vivere tutte le tue capacità per fare il bene, la vita è piacere.

G.: Da quando lo sa?

A.M.: Alcuni momenti prima di morire mia figlia mi disse; ” Mamma, prendi la tua pipa sacra, devi condividere la tua saggezza e viaggerai molto. Non temere, io ti accompagnerò.” Io vidi con grande sorpresa come lei si incorporava al cosmo. Sperimentai che la morte non esiste. L’orizzonte si ampliò e le percezioni persero i limiti, per questo ora posso vederla e ascoltarla, lo crede possibile?

G.: Sì.

A.M.: I miei antenati hanno lasciato a noi nonni la custodia della conoscenza: “Verrà il giorno in cui si ritornerà a condividere in circoli aperti”.

Credo che questo tempo è arrivato.

Intervista originale: Cuadernodemujeres– Traduzione: Lasoffittadellestreghe – Rivisto ed editatoda Dionidream


Abuela (Nonna) Margarita Nuñez è messicana, india Chichimeca e portatrice della Sacra Pipa. Come membro del Consiglio Intertribale degli Anziani d’America viaggia per il mondo per condividere le sue conoscenze ancestrali tramandate dalle più genuine tradizioni indigene e mantenere viva l’eredità della cultura degli Antenati. Attraverso le sue cerimonie e il Temascal, la capanna di sudore, condivide la sua conoscenza ancestrale appartenente alla più genuina tradizione indigena. In Lei si riassumono saggezza e potere. I suoi rituali sono un’esplosione d’energia che contagiano pace e allegria. Quando ti guarda negli occhi e ti ricorda che siamo esseri sacri, qualcosa di profondo si muove dentro di te.

Fonte: https://www.dionidream.com/intervista-abuela-margherita

Spiritual

Come cresce lo spirito dei bambini giapponesi

Aprile 20, 2017

Il carattere dei giapponesi viene apprezzato in tutto il mondo. Li abbiamo visti affrontare tragedie enormi con grande stoicismo. Non perdono il controllo e preservano lo spirito di gruppo in qualunque circostanza. Si contraddistinguono anche per l’enorme rispetto che nutrono verso gli altri e per il loro impegno al lavoro.

Ma non stiamo parlando solo degli adulti. Anche i bambini giapponesi sono molto diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati in Occidente. Fin da piccoli, si distinguono per i loro modi docili ed affabili. I bambini giapponesi non fanno i capricci e non perdono il controllo se non ottengono subito qualcosa.

 

Cercare di controllare le nostre reazioni senza riuscirci è il copione che porta alla schiavitù della paura.
Giorgio Nardone

Come hanno fatto i giapponesi a creare una società in cui i valori dell’autocontrollo, del rispetto e della temperanza sono quelli predominanti? Sono così severi da aver creato una società disciplinata o forse ricorrono a modelli educativi efficaci? Approfondiamo in dettaglio l’argomento.

I giapponesi attribuiscono un grande valore alla famiglia

A rendere speciali i giapponesi è il rapporto tra le diverse generazioni. Più che in altre parti del mondo, il legame tra gli adulti e i più giovani è empatico ed affettuoso. Un anziano è una persona molto saggia, che va tenuta in considerazione.

Gli anziani, a loro volta, vedono nei bambini e nei giovani persone che stanno crescendo, che si stanno formando. Per questo motivo, sono tolleranti ed affettuosi nei loro confronti. Adottano un ruolo di guida, non sono giudici o inquisitori nelle vite dei più giovani. I legami tra persone di diverse età, pertanto, sono molto equilibrati ed armoniosi.

I giapponesi hanno grande considerazione della famiglia allargata. Al tempo stesso, però, rispettano alcuni limiti. Ad esempio, per loro è inconcepibile che i nonni si occupino dei nipoti perché i genitori non hanno tempo o sono occupati. I legami non si basano su scambi di favori, ma su una visione del mondo in cui ognuno ha il suo posto.

 

L’educazione si basa sulla sensibilità

La maggior parte delle famiglie giapponesi concepisce l’educazione dei figli come una pratica affettiva. Non vedono di buon occhio le grida o i rimproveri violenti. I genitori si aspettano che i figli imparino a relazionarsi con gli altri, rispettandone la sensibilità.

In generale, quando un bambino fa qualcosa di sbagliato, i genitori lo rimproverano con uno sguardo o un gesto di disappunto. In questo modo, gli fanno capire che quello che ha fatto non va bene. Normalmente usano frasi come “gli hai fatto male” o “ti sei fatto male” per sottolineare la conseguenza negativa di un comportamento, non tanto per sgridare.

Questo genere di formule si applicano anche ai giochi. Se un bambino, ad esempio, rompe un gioco, è probabile che i genitori gli dicano: “gli hai fatto male”. Non dicono “l’hai rotto”. I giapponesi enfatizzano il valore di un oggetto e non il suo funzionamento. Per questo motivo, i figli imparano fin da piccoli a mostrarsi sensibili, un aspetto che li rende molto rispettosi.

Il grande segreto: un tempo di qualità

Quanto detto fino ad ora è importante. Ma niente lo è come il tempo di qualità che di solito i giapponesi dedicano ai figli. Non concepiscono l’educazione come un distacco, anzi, tutto l’opposto. Per loro, è molto importante stabilire legami stretti con i figli.

È insolito che una madre porti il figlio a scuola prima che abbia compiuto tre anni. Prima di quell’età è comune vedere le mamme portare i loro figli con sé ovunque. Quel contatto fisico, che si vede molto nelle comunità ancestrali, genera legami più profondi. Una prossimità della pelle, ma anche dell’anima. Per la mamma giapponese, è molto importante parlare ai figli.

Lo stesso vale per i papà e i nonni. È usanza che le famiglie si riuniscano per dialogare. Mangiare tutti assieme e raccontarsi aneddoti è una delle attività più frequenti. Le storie di famiglia si raccontano ogni volta, in questo modo si crea anche nei più piccoli un senso di identità e di appartenenza. Imparano, inoltre, a valorizzare le parole e la compagnia.

Per tale motivo, i bambini giapponesi difficilmente fanno i capricci. Vivono in un ambiente che non crea loro confusione. Non si sentono abbandonati affettivamente. Percepiscono che il mondo ha un ordine e che ognuno ha il suo posto. Questo è per loro motivo di serenità, diventano più sensibili e capiscono che le esplosioni dell’animo sono inutili.

 

Spiritual

Let it be

Aprile 20, 2017

A volte spendiamo così tante energie per sopportare certe situazioni credendo di essere forti, quando invece la scelta più coraggiosa che possiamo fare e proprio quella di lasciarle andare. Molto spesso ciò che ci impedisce di compiere determinati gesti, è il vuoto emotivo  in cui ci troviamo, ma è proprio da lì che nuova luce può filtrare nella nostra vita.

E’ importante renderci conto quando finisce una fase della vita. Se restiamo troppo a lungo nella stessa, perdiamo la gioia e rischiamo che tutte le esperienze belle che abbiamo vissuto si tingano di grigio. Succede spesso nelle relazioni. Quando una relazione è ferita mortalmente, prolungarne la fine serve solo a tirare fuori il peggio da ognuna delle parti e si termina restando con un sapore amaro in bocca.

Pertanto, è importante imparare a chiudere i cerchi, o capitoli della nostra vita, che è la stessa cosa. Significa lasciare andare persone o esperienze che in un determinato momento avevano un senso, ma non lo hanno più. Significa voltare pagina e aprirsi a nuove esperienze e naturalmente, non è facile.

Perchè chiudere con il passato?

 

Il passato fa parte di noi, ha contribuito a renderci quello che siamo. Non possiamo semplicemente nasconderlo perché prima o poi tornerà. Pertanto, è essenziale imparare a sistemare le cose con il nostro passato. Solo quando assumiamo e accettiamo queste esperienze ci liberiamo dal loro peso e possiamo continuare il nostro cammino.

Sono migliaia le ragioni per cui ci aggrappiamo al passato, ma tra queste vi è sempre la paura dell’ignoto e la nostra tendenza a rimanere nella nostra zona di comfort. Anche se suona contraddittorio, ci fa più paura fare il passo successivo piuttosto che continuare a soffrire restando nel punto in cui ci troviamo.

Ma non possiamo vivere il presente tenendo un piede nel passato. Ciò che è è successo è successo, dobbiamo liberarci della sua influenza perché altrimenti non potremo crescere come individui.

Infatti, crescere non significa solo appropriarsi di nuove competenze, acquisire conoscenze e incontrare nuove persone, ma significa fondamentalmente troncare con il passato. Per conquistare alcune cose dobbiamo lasciarne andare altre. Questo significa che dobbiamo avere il coraggio di chiudere i cicli della nostra vita e lasciarci alle spalle le persone o le esperienze che, anche se in un determinato momento ci hanno dato molta felicità, ora rappresentano solo un ostacolo alla nostra crescita.

Cosa dovremmo lasciare andare?

 

  • Tutto quello che ci fa male e genera delle sofferenze inutili
  • Tutto quello che ci toglie felicità e ci fa morire un po’ ogni giorno, spegnendoci lentamente
  • Tutto quello che ci tiene legati al passato sulla base di false speranze
  • Tutto quello che è privo di significato nella nostra vita attuale e non si adatta alla nostra nuova visione del mondo
  • Tutte le persone che ci hanno lasciato e non vogliono che facciamo parte della loro vita
  • Tutti quei luoghi in cui non ci sentiamo più a nostro agio e dove andiamo solo per dovere o per abitudine
  • Tutte quelle abitudini, credenze e atteggiamenti che sono un ostacolo per la nuova fase della vita che stiamo per affrontare

Chiudere i cerchi della vita non significa mettere la parola fine, ma è piuttosto l’inizio di qualcosa di nuovo.

Quando è il momento di lasciare andare?

Quando avete troppe aspettative su di voi

Le aspettative  sono quelle che ci tagliano fuori dal flusso della vita, ci portano lontano dal momento presente e ci fanno dire: “sarò felice solo quando avrò una nuova relazione, un nuovo lavoro, una nuova casa, etc“. Senza aspettative non viviamo più schiacciati tra passato e futuro, siamo presenti. Solo così possiamo assaporare il qui e ora. Se la nostra mente è continuamente sballottata tra le ferite del passato e le apprensioni per il futuro, come possiamo goderci la magia del presente? Non rischiamo di diventare ciechi a ciò che di positivo ci succede? Come facciamo allora a vedere, sentire, percepire la bellezza dell’attimo corrente

Quando vi ostinate a volervi far amare

Non possiamo forzare nessuno ad amarci, ma possiamo essere una persona da amare. Non dobbiamo pregare nessuno di rimanere nella nostra vita quando vuole andarsene. L’amore é libertá, non dipendenza o forzatura. La fine di un amore non é la fine del mondo. Ogni persona che esce dalla nostra vita lo fa per una ragione, ma non lo fa mai senza prima averci insegnato la lezione. Lasciate che le cose accadono e si risolvano da sole.

Quando si è legati a un passato che ci tormenta

 

Il passato è passato e non può essere cambiato. Il segreto della libertá e della felicitá non sta nella vendetta, nel rancore verso chi ci ha fatto del male e ci ha fatto anche piangere, ma nel lasciare che le cose si sistemino da sole, naturalmente e nell’imparare dagli errori. Ció che conta di piú non é il primo capitolo, ma l’ultimo. Liberatevi dalle catene del passato, aprite il vostro cuore e la vostra mente a nuove esperienze!

Quando state sacrificando la vostra felicità

Una relazione dovrebbe essere una condivisione di amore, un dare e avere, non un prendere e basta. Se la persona accanto a voi non vi dà la serenità che cercate è meglio chiudere. Non elemosinate con chi non vi merita o non vi apprezza.. Non permettete che questo succeda, non sacrificate la vostra dignitá e la vostra felicitá solo per tenere qualcuno accanto a voi. Ripetete sempre…ogni giorno a voi stessi “IO SONO LA PERSONA PIU’ IMPORTANTE DELLA MIA VITA!

 

Voglio dedicarvi questo pensiero di Bil Keane affinchè sia motivo di riflessione “La vita non è una gara ma un viaggio da assaporarsi in ogni suo passo lungo il percorso. Ieri è storia, domani è mistero e oggi è un dono: è perciò che lo chiamiamo – il Presente”.

Fonte: http://psicoadvisor.com/imparare-a-lasciar-andare-cio-che-ci-danneggia-1121.html

Spiritual

Il potere di scegliere

Aprile 20, 2017

Molto spesso sottovalutiamo il nostro potere.

Questo articolo ti aiuterà a capire quanto tu possa influire sulla tua esistenza e a  trovare la tua strada.

Di frequente  pensiamo che i fatti abbiano il potere di influenzare la nostra vita invece non è così.  A volte non abbiamo il controllo sugli avvenimenti che viviamo  ma abbiamo sempre il controllo sulle nostre credenze e possiamo decidere come vederli,  quindi interpretarli.

L’interpretazione a sua volta è il primo passo verso una reazione e verso il concretizzarsi dei risultati.

Fai finta per un attimo di aver fatto un colloquio di lavoro e di essere scartato dal selezionatore.  A questo punto puoi rassegnarti e pensare di avere  fallito e che non sei fatto per quel mestiere,  ti sentirai inadeguato e incapace.  Se scegli di pensare così probabilmente non farai più altri colloqui e non realizzerai i tuoi desideri.

Decidi, allora  di pensare che quel colloquio che è andato male, ti serve per  migliorarti e  per poter riuscire nel colloquio successivo.

Come vedi i due modi diversi di affrontare la situazione sono in grado di far scattare dinamiche e comportamenti opposti.

Se tu pensi in modo positivo,  ti ributterai con entusiasmo nello studio cercando di migliorare ciò che è perfettibile per poterti poi proporre ad un altro datore di lavoro.

La prossima volta sarai più sicuro di te perché sai esattamente come non commettere determinati errori. L’ esperienza passata ti è servita da scuola.

In questo caso il rifiuto ti ha aperto la strada verso una rinnovata motivazione e ti ha permesso semplicemente di raggiungere con più leggerezza e facilità il tuo obiettivo.

Questo accade in ogni campo della vita.

Il segreto consiste infatti nel rendersi conto che tu hai un grande potere sul tuo presente e di conseguenza, su quello che sarà il tuo futuro.

Nulla  è precostituito,  le tue azioni determinano i tuoi risultati. Ti  basta cambiare anche una sola convinzione per ottenere ciò che desideri con più facilità.

La prima convinzione che vorrei che apprendessi è che rimandare non solo non serve a nulla ma è il primo modo per dire addio alla realizzazione dei tuoi sogni.

Se davvero vuoi iniziare a cambiare la tua vita devi assolutamente iniziare adesso a fare qualche cosa e smettere di rimandare anche se solo per 5 minuti quello che desideri fare.

Curioso come a volte basti  poco per modificare la nostra visione della vita, no?

Inizialmente ci vorrà del tempo, ma poi  imparerete come fare e vi verrà  naturale. Cambiare, crescere è naturale.

Cambiare significa arricchire la tua vita.  Arricchire la tua vita significa migliorarla.  Cambiare significa migliorare la tua vita.

Così facendo si cresce sempre più e si acquisisce sempre maggiore conoscenza e consapevolezza.

Ora, concentrati per un attimo su quello a cui  credi, ti stai rendendo conto che puoi da subito iniziare a stare meglio?

Rifletti su queste parole se vuoi e inizia a scegliere!

……………..

Fonte: http://www.leggeattrazione.org/il-potere-delle-tue-scelte/

Featured Spiritual

Simbologia della chiocciola

Aprile 12, 2017

La Chiocciola si muove lentamente, restando sempre aderente alla Terra. Per questo motivo essa rappresenta il procedere con gradualità ma sicurezza verso un obiettivo. La Chiocciola ci ricorda che a volte è meglio avere cautela e non dare nell’occhio se si vuole arrivare a destinazione.

L’elemento a cui essa è legata è l’elemento Terra, l’elemento della stabilità, della sicurezza e delle ricchezze nascoste nei visceri delle montagne. La Chiocciola è dunque anche un simbolo di prosperità, ricchezza e sicurezza materiale.
Questo significato è rafforzato dal fatto che essa porta sempre con sé il suo guscio, cioè la sua casa, per cui tutto ciò che le serve lo ha in sè. E’ anche ermafrodita per cui possiede sia gli organi genitali maschile che femminili.

Altrettanto importante del suo procedere è il suo stare ferma. La Chiocciola può ritirarsi nel suo guscio, anche per lunghi periodi, ad esempio in inverno, per poi riemergere in primavera. Questo ci insegna che a volte la migliore strategia è non fare nulla per un certo periodo. Ritirarci può servire a raccogliere nuove energie nell’attesa di un momento migliore per agire. Le “antenne” della Chiocciola, con in cima gli occhi, simboleggiano la consapevolezza, attenzione ai dettagli, circospezione, atteggiamento vigile.

La spirale nel suo guscio riflette la costante matematica universale espressa dalla serie numerica di Fibonacci e che troviamo in tantissime specie viventi (1+1=2; 1+2=3; 2+3=5; 3+5=8, ecc). In altre parole, la spirale si amplia secondo uno schema preciso che riflette queste proporzioni (3, 5, 8, ecc.).

La spirale simboleggia il mistero profondo della vita e l’unità di tutto ciò che esiste. La Chiocciola appare nel Nove di Denari, rafforzando l’idea di ricchezza della carta. In questa carta il simbolo della Chiocciola significa che per ottenere benessere materiale è necessario tempo. La ricchezza ottenuta in fretta viene spesso persa altrettanto in fretta. Al contrario, la ricchezza che si costruisce nel tempo è in armonia con le leggi universali e ha radici più profonde. Così come per avere un raccolto bisogna rispettare i tempi della semina e della maturazione, così nel processo di manifestazione della ricchezza bisogna aspettare che i tempi facciano maturare le azioni che abbiamo intrapreso (i semi) e che si abbia il raccolto al momento giusto.

Lavorando con lentezza, gradualità, costanza, un po’ alla volta è possibile costruirsi un benessere duraturo. Risparmiando con regolarità per un lungo arco di tempo è possibile raggiungere la stabilità economica.

Il segreto, che il simbolo della Chiocciola rappresenta, è il procedere piano piano, con costanza e senza ansie.

La Chiocciola appare nel Nove di Denari, rafforzando l’idea di ricchezza della carta.

In questa carta il simbolo della Chiocciola significa che per ottenere benessere materiale è necessario tempo. La ricchezza ottenuta in fretta viene spesso persa altrettanto in fretta. Al contrario, la ricchezza che si costruisce nel tempo è in armonia con le leggi universali e ha radici più profonde.

Così come per avere un raccolto bisogna rispettare i tempi della semina e della maturazione, così nel processo di manifestazione della ricchezza bisogna aspettare che i tempi facciano maturare le azioni che abbiamo intrapreso (i semi) e che si abbia il raccolto al momento giusto.

Lavorando con lentezza, gradualità, costanza, un po’ alla volta è possibile costruirsi un benessere duraturo. Risparmiando con regolarità per un lungo arco di tempo è possibile raggiungere la stabilità economica. Il segreto che il simbolo della Chiocciola rappresenta, è il procedere piano piano, con costanza e senza ansie.

La Chiocciola evoca il lento percorso spirituale, infatti il processo di iniziazione esige tempo e pazienza. L’iniziato, nel suo cammino deve muoversi con prudenza, con pazienza, economizzando le sue forze: tutte qualità che ritroviamo nella Chiocciola. Il guscio o conchiglia della Chiocciola rappresenta il contenente, il ricettacolo, per analogia la matrice, che esprime la fecondità, la gestazione. La forma a spirale della sua conchiglia esprime l’evoluzione ascensione, indicando il moto universale di aspirazione verso l’alto. Una credenza popolare vuole che la Chiocciola fosse un’indovina e conoscesse il futuro; come tale è l’incarnazione della saggezza della precognizione e dell’intelligenza intuitiva.

Grazie alle sue abitudini, il nascondere e uscire dal guscio (una specie di caverna) simboleggiano la resurrezione, quasi come la luna che aumenta e diminuisce. La forma a spirale delle lumache ha permesso di identificare le caratteristiche dinamiche e lo spazio della spirale e il labirinto. In alcune tribù degli indiani d’America gli dei del vento, venivano raffigurati come le lumache, perchè il vento, come i gasteropodi si può nascondere nella sua dimora. Nella cultura dei Maya e degli Aztechi la lumaca è associata alle divinità come il dio della Luna messicana Tekkistekatl.

La spirale in natura
La spirale è senza ombra di dubbio il simbolo più usato nella tradizione Celtica, nella quale troviamo spirali che ornano una miriade di artefatti antichi: nell’arte celtica simbolica, si possono intuire alcuni dei significati simbolici della forza emanata da questa forma geometrica a spirale. In termini di spiritualità, il simbolo della spirale rappresenta il percorso che conduce alla conoscenza del mondo e dell’esistenza (materialismo, la consapevolezza esterna, l’Ego, la percezione verso l’esterno di noi), il percorso che compie l’anima nella sua infinita evoluzione (illuminazione, essenza invisibile, il nirvana, la consapevolezza cosmica). I movimenti tra il mondo spirituale e quello materiale (immateriale e materiale, spirito e corpo, fisicità e impermanenza) vengono mappati dalla spirale tramite gli anelli concentrici connessi a spirale, che segnano l’evoluzioone del genere umano sia su scala individuale che collettiva. Inoltre, in termini di rinascita o di crescita, il simbolo della spirale può rappresentare la coscienza della natura a partire dal nucleo o centro che aumenta espandendosi verso il suo esterno.

Simbologia della Spirale
L’evoluzione e la crescita olistica.
Lasciar andare, la resa, il rilascio.
Consapevolezza all’interno del contesto dell’intero.
La connessione e l’unione con le energie cosmiche e la Divinità.
Le rivoluzioni del tempo, le stelle, i pianeti e la via del progresso naturale.
Penso proprio che gli antichi Celti volessero soprattutto indicare questa connessione con la parte divina del cosmo e l’animo umano, anche perché, a livello sottile, la spirale è un simbolo “femminile” così come la sfera, il cerchio e tutte quelle figure geometriche e non che possiedono linee rotondeggianti, poiché ribadiscono la presenza dell’Utero Divino che, come tale, genera ogni cosa.

Significati Simbolici Spirale
Concentrazione dinamica
Progresso
Direzione
Iniziazione
Centratura
Espansione
Consapevolezza
Collegamento
Cammino
Sviluppo

Provate a dipingere una spirale o più di una e vi accorgerete del suo immenso potere, mentre lo fate usate anche la volontà attiva chiedendo al potere della spirale di “parlare” alla vostra interiorità; sentitevi muovere al vostro interno, nella vostra parte spirituale, come foste una spirale, lasciatevi andare facendovi trasportare da quel movimento spiraliforme. Esattamente come nell’uso dei mandala da colorare, anche se questi hanno un potere nettamente minore rispetto alla parte meditativa attiva interiore, l’idea è quella di perdersi nella grandezza della creazione. Se camminate in un labirinto potete far partecipare tutto il vostro corpo al potere della spirale, così come fanno i Dervisci Rotanti la cui danza rappresenta il cosmo e la connessione con la divinità, che tramite la rotazione a spirale ed ego-centrica, riesce a far raggiungere l’estasi al danzatore che si unisce alla sua parte più interiore. Astrologicamente parlando la spirale descrive il continuo movimento del cosmo, come la scienza ha attestato, così come il movimento a spirale delle galassie.

“La mente umana fa sempre progressi , ma si tratta di un avanzamento a spirali.”
Madame de Stael

Fonti: www.leggere-i-tarocchi-per-crescere.com
www.mitiemisteri.it
www.simbolisignificato.it/

SIMBOLOGIA DELLA CHIOCCIOLA

Spiritual

Il potere del controllo dei pensieri “Fake until you become it”

Aprile 12, 2017

Comportiamoci come se tutto il bello che c’è ci abbracciasse, in modo tale che tutta questa bellezza ci raggiunga prima. Come se fossimo felici, cosicché anche le nostre emozioni se ne convincano. Dobbiamo credere ogni giorno, con fermezza e convinzione, che ci meritiamo quello che desideriamo; non si tratta di egoismo, anzi: è il primo passo verso la crescita personale.

Pensateci un attimo: se non vi convincete che potete e dovete uscire dalla depressione, da una relazione infelice, da un lavoro che non rispetta i vostri diritti, nessuno lo farà per voi. Il vero eroe che vi ha permesso ogni volta di uscire dai quei buchi neri della vita in cui vi siete ritrovati intrappolati siete voi, e di certo ci siete riusciti grazie ad una forza di volontà ferrea e ad una forma di pensiero con obiettivi chiari.

 

Se c’è una cosa ben nota, è che l’essere umano è un’entità complessa guidata e dominata dalle emozioni. Esse ci assalgono, ci guidano, ci ubriacano con la dopamina, con la serotonina, con l’ossitocina, e a volte sono queste a farci concentrare nel corso di quel naufragio chimico che ci fa annegare in stati di permanente tristezza e debolezza.

Ebbene, a volte è necessario divenire i direttori esecutivi del proprio cervello per prendere il controllo e guidarsi verso il cambiamento ed il benessere. A seguire vi spieghiamo come riuscirci.

Il “sequestro emotivo” ci impedisce di crescere

Superare la tendenza alla negatività propria del cervello promuovendo una neuro-plasticità positiva non è per nulla facile. Per prima cosa, perché molte persone hanno dato il ruolo di direttore esecutivo del cervello ad un autocritico-dipendente, qualcuno che insiste di continuo sulle stesse idee e sui medesimi atteggiamenti limitanti, come se si trattasse di un criceto che continua a girare sulla sua ruota-giocattolo.

Diversi esperti del comportamento umano chiamano questa tendenza “la logica del bambino”. Si tratta di momenti in cui ci lasciamo “sequestrare” dalle nostre emozioni negative fino ad arrivare ad un estremo di assoluta immaturità. Per comprendere meglio, riflettete su questo semplice esempio: immaginatevi di aver commesso un errore al lavoro e che il vostro sbaglio implichi anche un danno per terzi.

 

La vostra mente non smette di ripetervi “sei un idiota, non sei fatto per questo lavoro”; il cervello, a sua volta, intensifica questo stato ricordandovi errori passati e tutte le volte in cui vi hanno fatto sapere quanto eravate impacciati.

Le vostre emozioni sono state soggiogate dalla ruota del criceto e la sensazione negativa aumenta fino a bloccarvi, fino a ridurvi in uno stato di totale debolezza. Invece di dirvi “ho commesso uno sbaglio, ora ho imparato e domani andrà meglio”, avete scelto di darvi degli incapaci.

Questi tratti di negatività, così presenti in determinati momenti della nostra vita, sono guidati da processi specifici. Sono i nostri stati d’animo ad assumere il controllo totale.

 

Per trasformarci in veri direttori esecutivi del nostro cervello, bisogna prendere in mano le redini di tali processi mentali come se fossimo noi i leader, e non meri dipendenti che si lasciano sottomettere.

Comportatevi come se foste felici e lo sarete davvero

La neuroscienza ci dà la possibilità di capire perché a volte ci lasciamo trasportare così tanto dalle emozioni negative. Ad esempio, anche ad un’amigdala iperattiva piace metterci con le spalle al muro per mezzo della paura. Di fatto, secondo studi recenti svolti presso l’Università di Harvard, anche il cervelletto, legato alla nostra attività motoria, può essere connesso alla regolazione emotiva.

“Quando vi permettete ciò che vi meritate, attirate ciò di cui avete bisogno”.
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Come potete vedere, il cervello è un’entità in cui le emozioni hanno un certo potere e in cui i processi mentali spesso procedono sulla base di queste. Adottare un comportamento passivo, in questi casi, significa aumentare l’abbandono personale e l’incapacità di essere responsabili della propria felicità.

Ora vi diremo come favorire una neuroplasiticità positiva ed utile, che vi possa servire per raggiungere i vostri propositi.

Quattro domande per rafforzare il cervello

Pensare di essere felici per esserlo davvero. Si tratta di una fantasia? Di un’utopia presa in ballo da uno scontato libro di auto-aiuto? In realtà no: questa frase racchiude meccanismi profondi interiori su cui è bene riflettere attraverso quattro domande.

  • “Lo sono davvero?” . Ogni volta che vi date degli impacciati, dei falliti, che vi dite che non vi meritate di essere amati, che non siete capaci di raggiungere quel sogno, chiedetevi se tutto questo è vero. Per assumere un pieno controllo sui vostri pensieri, non c’è niente di meglio che dirvi “in questo momento mi sento maldestro, ma sono capace di superarmi e di essere chi merito”.
  • “Chi o cosa mi impedisce di raggiungere ciò che desidero?”. Quando formulate questa domanda, dovete essere assolutamente sinceri. La maggior parte delle volte siete voi gli unici responsabili a causa dei vostri atteggiamenti limitanti.
  • “Che tipo di emozione sento ora?”
  • “Tale emozione mi sta aiutando ad ottenere ciò che voglio?”

Queste ultime due domande sono legate tra loro. Se per tutto il giorno provate paura ed insicurezza, è chiaro che non riuscirete ad uscire dal buco nero in cui vi trovate. Tuttavia, se provate a convincervi che siete forti e capaci e che con pensieri più fermi vi meritate di ottenere quello che volete, un giorno dopo l’altro vedrete aprirsi sempre di più davanti ai vostri occhi la porta delle seconde opportunità.

Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/comportatevi-felici-sarete-davvero/